La squola 2° parte "I professori"
(Per la serie "Ma quant'è bello sparare sulla Croce Rossa!")
Il mio rapporto con i professori è ed è stato così controverso che in confronto Bush e Bin Laden sono amici da un pezzo.
A parte il fatto che non capivo come mai erano così propensi a psicoanalizzarmi neanche soffrissero di un complesso d'inferiorità nei confronti di Raffaele Morelli (tentare di analizzare me è come tentare di rendere interessante Marzullo), mi chiedevo se non era meglio dirgli subito che il mio analista ha tentato di togliersi la vita più di una volta per il suo fallimento professionale nei miei confronti (annunciato, aggiungerei).
Stilerò una breve quanto inutile lista di professori che hanno caratterizzato la mia carriera scolastica e che mi hanno convinto al 100% di non avere più interesse con qualsiasi cosa abbia a che fare con la cultura (se nevicherà ad Agosto, state tranquilli, sono io che ho aperto un libro).
Ovviamente non farò nomi e cognomi, non perché c'è il rischio di denuncia, ma per non umiliarli (e perché c'è il rischio di denuncia).
Iniziamo con la professoressa di Lettere che ho avuto in terza media, l'essere più bizzarro (bizzarro è un eufemismo) che abbia mai visto rantolare dietro una cattedra.
60 anni suonati (come lei) all'epoca, viveva coi genitori (il padre divenne famoso perché fu lui a uccidere Abele), veniva a scuola con la bicicletta, sfogava le sue frustrazioni con noi studenti innocenti (?).
Veniva a scuola in condizioni disastrose (in confronto Patrizia de Blanck è una fregna da paura), con pesanti occhiaie (che coincidenza!), con della strana crema in faccia (non fatemi fare battute) e il tutto che terminava con un neo di dimensioni sopra la media (di un gorilla però), da cui partivano tre peli interminabili, così lunghi che quasi quasi c'inciampava.
Ricordo con terrore che all'epoca rosicavo come un matto perché non avevo un pizzetto folto come il suo.
Il suo comportamento aveva mille sfaccettature, ma un lato che più ricordo era quando cercava di imporre a noi studenti le sue idee con la forza, senza però rendersene conto.
Quando nella nostra classe spuntarono i primi ragazzi che simpatizzarono per Berlusconi, lei sosteneva: "Cari ragazzi, non voglio certo influenzare le vostre idee politiche e voglio che decidiate da soli da che parte stare ma... dovete essere di sinistra, PORCA TROIA!!!".
Il tutto era ovviamente sottolineato con un bel pugno sinistro alzato.
A un certo punto ho ringraziato il cielo che eravamo in terza media e avevamo 13 anni, perché se fossimo stati all'asilo, questa c'avrebbe mangiato a tutti (si scherza, eh!).
Comunque non era solo la mia classe ma, prima, seconda e terza classe della nostra sezione, che la prendeva in giro e lei si arrabbiava per questo.
Ma certi suoi comportamenti, però, ci strappavano proprio le risate (o le bestemmie, dipendeva dalle occasioni), dalla bocca.
Dai miliardi di lire che ci ha fatto spendere per le sue recite scolastiche megalomani (il famoso scenografo Ferretti si è ispirato a lei per "The Aviator"), dalle litigate in classe con la prof. di sostegno, dai siparietti a sfondo sessuale con il bidello del tipo: "Fabio, va a chiamare il bidello e digli di venire a scopare per terra in classe!", a quando si sostituiva con prepotenza alle nostre guide durante le gite scolastiche e fino a quando, e qui giungiamo al top, si faceva portare più di una volta dal bidello un bicchiere di brandy per "curare" il mal di gola.
Quando iniziarono a girare le prime battute su questa cosa, lei ci ha tenuto a spiegare che non sorseggiava brandy perché le piaceva (Nooooo!!!), ma che ingoiato a piccoli sorsi mischiato alla saliva (CHE SHCHIFO!!!), ti faceva passare il mal di gola (ASCIUFFATELA, AMISCI!!!).
Passiamo al mio professore di Religione, fissato con tutto ciò che riguardava morte e aldilà.
E credetemi, un tizio vestito quasi sempre di nero che angoscia un gruppo di ventenni su cosa c'è dopo la vita, è veramente inquietante.
Una volta si assentò dalla classe dicendo: "Scusate ragazzi ma ho il carro funebre in doppia fila!".
Ad alcuni miei amici ho visto spuntare dei calli abnormi sulle mani per quante volte si sono grattati.
A me è sparito lo scroto.
Una volta è venuto in classe e ha detto: "Interroghiamo! C'è qualche volontario?". Un mio amico si alzò in piedi e si sparò sulla tempia. Il professore disse: "Bravo! Molto bene. Ti meriti un 10!"
Passiamo poi alla mia professoressa di Inglese, un batuffolo piccolo piccolo, pieno di lentiggini, così tante che sembrava Rita Pavone, così bassa che da dietro la cattedra si vedevano appena le sopracciglia (meglio così).
E per ultimo, il mio professore di Scienze che una volta si e l'altra pure, si presentava in classe con i pantaloni bagnati all'altezza del cavallo.
Accadeva così spesso che uno di noi alla fine gli chiese: "Prof. ma gli è caduta l'acqua addosso o è contento di vederci?".
A noi chiedeva sempre durante le sue lezioni il massimo dell'entusiasmo.
Forse, lui, ce ne metteva un pò troppo.
Adesso scusate.
Devo smettere di scrivere perché mio fratello di 11 anni ha mal di gola e mi ha chiesto un quarto di Martini bianco.
Spero gli passi.
F.






