90° minuto, torna!
Visto e considerato il leggerissimo fastidio che il risultato non proprio felice della mia squadra mi ha procurato, oggi la mia voglia di guardare trasmissioni dai contenuti prettamente calcistici, momento quasi sacrale di tutte le mie domeniche (o sabati), rasentava lo zero.
Ma la curiosità di vedere all'opera Bonolis col nuovo Novantesimo Minuto, dal titolo che spicca fuori dal mucchio per l'innata originalità ("Serie A"), era molta.
La verità, però, è questa ed è inconfutabile: venti minuti di visione e poi ho preferito dormire perchè avevo voglia sferzante di energia.
In venti minuti ho assistito a tutto ciò: Bonolis, che in uno studio che ritraeva uno stadio vuoto che metteva una tristezza tale che sarebbe bastato appena un ritorno alle scene di Paolo Vallesi per rimettere allegria, che inizia coi suoi discorsi così pieni di retorica che a confronto un messaggio di condoglianze del presidente del Consiglio di fronte all'ennesimo soldato morto in Iraq sarebbe stato molto più insolito e originale.
Dopo le banalità di rito iniziali, Bonolis, poi, lancia un servizio per ricordare le precedenti edizioni di Novantesimo Minuto.
Un bel gesto, all'apparenza, ma io, con la mente perversa che mi ritrovo, ci ho visto almeno un paio di messaggi subliminali.
Il primo, un apparente omaggio alla Rai, in realtà per sfotterli dopo che gli hanno appena solato i diritto in chiaro delle Serie A, come per dire "Adesso tutto questo è nostro! Ah! Ah! Ah!".
Ma potrei anche sbagliarmi.
Il secondo, forse un messaggio subliminale non voluto, ci hanno fatto vedere spezzoni di vecchie, gloriose, edizioni per farci vedere subito tutto ciò che, dopo qualche minuto, avremmo già rimpianto. Un autogol che ha peccato di sincerità perchè spesso, o quasi sempre, i confronti sono impietosi.
Ma potrei anche sbagliarmi.
Dopo il filmato, si passa dalla retorica reiterata di Bonolis alla conduzione super partes di Bonolis, che, durante l'intervista a Roberto Mancini, allenatore dell'Inter, lui, che non ha mai nascosto di essere interista, preso da un'ingiustificata invidia verso Emilio Fede, dà vita a un'incredibile opera di lecchinaggio da far impallidire, appunto, lo stesso Emilio.
Leccate talmente evidenti, che le casse del mio televisore, trasudavano saliva.
Siccome, visto la rabbia non ancora smaltita del pareggio della mia squadra, e immaginando quello che il Bonolis interista avrebbe potuto dire, cambio canale, mi emoziono con uno speciale su Battisti e, successivamente, mi concedo un pisolino.
Al risveglio, chiedo a mio fratello, com'è stato il programma di Bonolis. Egli mi risponde, dicendomi che è stato di una lentezza incredibile, talmente lento che la moviola è stato uno dei momenti più vivaci, e che, a salvare il baraccone, ci ha pensato la Gialappa's.
Questo, comunque, resta un giudizio provvisorio.
Guarderò la seconda puntata e magari, forse accompagnato da un risultato migliore della mia squadra, riuscirò a essere più parziale e emanare, perchè no, anche un giudizio positivo.
Ma questo è quello che penso ora.
E se penso che, tra qualche domenica anche Costanzo si occuperà di calcio così come ha promesso, non so voi, io ho già le dita in fibrillazione.
Povera tastiera!
F.







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