Si raddoppia
Le parole Notte bianca, dette una dopo l'altra, rigorosamente in questo ordine, per me equivalgono, in genere, a Serata disgraziata, giusto per usare un eufemismo.
Ma alla Notte bianca, non posso negarlo, è legato uno dei miei post più brutti a cui sono più affezionato, che trovate linkato a sinistra.
E' da un pò di tempo che sono a conoscenza di questa notizia ma ne parlo ora visto che il fattaccio si sta avvicinando inesorabile.
Infatti, quest'anno, Roma, mi dà la possibilità di passare, non una, ma ben 2 serate di merda.
Perchè le notti bianche saranno due quest'anno, l'8 e il 9 settembre, come dire, Le disgrazie non vengono mai sole o Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, come dicono a Latina.
Dal canto mio, vi prometto che mi impegnerò solennemente affinchè io trascorra due notti davvero di merda per far sì che escano fuori due post, non dico storici, ma almeno avvicinabili ai livelli di tristezza e laidezza del primo post sulla Notte bianca (che trovate sempre linkato a sinistra, non si è mosso).
L'anno scorso ho evitato di parlarne perchè ancora dovevo superare lo shock ma ora posso farvi un breve riassunto che metterà in risalto i punti salienti:
- pioveva (e te pareva) e io, per la prima volta da quando sono al mondo, ho azzeccato il giorno giusto per portarmi l'ombrello;
- serata trascorsa insieme ad amici e ad alcune gentilissime ragazze calabresi, amiche di amici, che io personalmente, più vedevo, più odiavo il Meridione. Da leggenda i discorsi intrapresi con queste ragazze:
(alle 22)
"Ciao!"
"Ciao!"
(alle 03)
"Ciao!"
"Ciao!"
Le nostre tecniche oratorie sono paragonabili solo a Giacomo Casanova.
- nel frattempo, pioveva;
- a piedi da piazza Venezia a Piazza del Popolo, facendo tutta via del Corso, per vedere cosa? Luna Rossa. Ovviamente non nego che questa era una tra le 5 cose che volevo assolutamente vedere da vicino prima di morire.
Un'altra delle 5 cose è una figa. Le altre 3 non le dico perchè ho senso del pudore, io.
Mi avvicino a Luna Rossa e vista da vicino, mi dà le stesse vibrazioni che mi darebbe un pedalò arenato a Ostia. Emozionante.
Finita l'estenuante visita al catamarano, durata 10 secondi, ecco che ci regalano l'immancabile portachiave a forma di vela che io ho prontamente riciclato per i regali di Natale.
Gli organizzatori ne tenevano sacchi stracolmi. Perchè scomodare il lavoro minorile per queste stronzate, io mi chiedo.
- Ah, ovviamente, tutto questo mentre pioveva, per carità;
- ci andiamo a infilare in un bar dimenticato dall'umana stirpe e ordiniamo un paio di vodke Red Bull a testa, di mediocre livello tra l'altro;
- fuori dal bar, pioveva;
- usciamo dal bar, la pioggia diminuisce d'intensità, per non sprecare la serata, finiamo non so come, in un museo dalle ignote esposizioni, di cui non ce ne fregava un cazzo di niente, ma nessuno voleva ammetterlo.
Almeno lì dentro, ho pisciato, non è stato così inutile;
- le deliziose fanciulle se ne vanno, restiamo solo noi che decidiamo di aspettare le 7 per vedere Aldo, Giovanni e Giacomo al Pincio. C'è un piccolissimo problema:
sono le 3:30.
Andiamo in un ristorante, dove all'uscita ho lasciato una mia foto ricordo al ristorante visto che lì dentro io non ci entrerò PIU'.
Ero cadaverico visto il sangue che mi hanno succhiato per una lurida pizza.
Tra una chiacchiera e l'altra si fanno le 6, manca solo un'ora ma... siamo troppo stanchi e ce ne torniamo a casa
(Silenzio, vi imploro silenzio!)
- alle 6, senza più quell'ammasso di gente, giustamente, aveva smesso di piovere sennò che senso avrebbe. Potrei anche dirvi che per entrare a casa mia ho quasi scassinato l'appartamento ma vi lascio solo immaginare.
Siccome Al peggio non c'è mai fine è il mio motto da secoli, io so che posso fare di meglio.
Lo so.
F.







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