Procrastinare futili questioni per faccende di ben altro spessore
Umberto Brindani, direttore di Sorrisi e Canzoni, nei suoi editoriali, oltre che farmi rimpiangere il precedente direttore, mi sta facendo rimpiangere anche il fatto di non essere nato in Birmania.
Dopo aver appoggiato l'ingiusta sospensione di uno dei più bei programmi dello scorso autunno Decameron, condannando Luttazzi, sottoscrivendo di fatto le parole di Dell'Orto, direttore de La7, che ha accusato il comico di non aver fatto un uso responsabile della libertà di cui godeva, Brindani ha anche aggiunto che la libertà di satira ha dei limiti (ha dei limiti? La libertà ha dei limiti? E allora che cazzo di libertà è?).
Ora, Brindani condanna il dibattito sul Decreto Tv, prima dicendo che in Italia ci sono faccende ben più serie e bla bla bla.
Poi, ironizzando sul fatto che il dibattito Rete4 - Europa7, è un terreno di dibattito, vecchio vent'anni, quindi meglio soprassedere.
In compenso, chiede al parlamento, e spero che stesse scherzando, una legge che rispetti gli orari del palinsesto.
In breve.
Che Europa7 non possa trasmettere pure avendo i diritti di prelazione sulle frequenze, mettendo ulteriori paletti sulla libertà di informazione:
#E 'sticazzi#
Che I Cesaroni vada in onda alle nove e mezza:
Sacrilegio!
Fabio
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