COMUNICAZIONE

scritto ma non pensato da Fabio M. il mercoledì, 18 febbraio 2009,03:24
Da oggi, inizia la mia collaborazione con Davide Maggio's Blog "L'impertinente blog su Tv & Spettacolo".

Primo pezzo, Sanremo e il caso Povia.

Per leggerlo, andate qui, e commentate lì.

Fabio

SGAMATI

scritto ma non pensato da Fabio M. il lunedì, 16 febbraio 2009,16:40
Non dico che Beautiful ha dei pessimi o ripetitivi sceneggiatori, più che altro li definirei semplicemente distratti, al punto di consigliare loro di mettere dei post-it sulle schede dei personaggi, per evitare errori grossolani come questo che sto per dirvi.

Nelle puntate scorse Eric e la sua quarta moglie Donna hanno discusso sull'eventualità di avere un figlio naturale. Eric è contrario, Donna si è dimostrata favorevole.

Ma Eric è costretto a essere contrario.

Perchè, parecchi anni fa, per evitare un figlio dalla terza moglie Sheila, Eric si fece praticare la vasectomia, che è irreversibile.

E di questo avvenimento nessuno ha fatto menzione.

AH AH!

Vi ho sgamati.

Era il momento di gloria che aspettavo da una vita.

Anche se, a dire il vero, visto che a Beautiful i morti ritornano in vita, non vedo perchè due coglioni non possano ricominciare a funzionare...

Fabio


DOGMA

scritto ma non pensato da Fabio M. il giovedì, 05 febbraio 2009,01:22
Ci sono cose che hanno la loro sacralità.

Pur nella loro normalità, nella loro semplicità, nella loro banalità anche, restano comunque inviolabili e non devono nemmeno essere messe in discussione.

Una fra tutte:

i maritozzi con la panna.

Per i quali, io vado pazzo.

Breve premessa.

Nel supermercato vicino casa mia, c'è un reparto pasticceria che dovrebbe essere analizzato dai Nas.

Più di una volta, questo reparto ha attirato le mie attenzioni, nel bene (qualche volta) e nel male (tantissime volte).

Le mie nefaste previsioni ovviamente si sono tutte tristemente avverate.

La prima volta, abbiamo comprato delle paste.

Per due giorni, in famiglia siamo stati ostaggi del cesso, per l'esattezza, 4 persone su 5.

Mio padre, che ha la faccia come il deretano, tornato al supermercato, confessa alla gentile signorina del banco che le paste molto probabilmente erano andate a male (generoso eufemismo), e dichiara ciò solo per semplice informazione, non c'è alcun secondo fine.

Di tutta risposta gli vengono rifilate altre 5 paste, non so se per gentilezza o malefatta.

Altri due giorni con mal di pancia assurdi (i commenti sulla nostra insignificante recidività sono ammessi).

A Natale, sempre su quel maledetto banco, vediamo un invitante tronchetto natalizio.

Nonostante la mia tenacia nel convincere mio padre a non comprarlo, egli lo compra.

Una sovrabbondanza di burro rendeva il sapore semplicemente nauseabondo.

Era arrivata l'ora di dire basta.

Ma niente.

Mio padre entra in casa con un vassoio pieno di maritozzi.

Io entusiasta, mia madre anche, tutti contenti.

"L'ho presi al supermercato" e il mio entusiasmo infantile si spegne in 3 secondi netti neanche avessi varcato la soglia di una camera ardente.

E i miei presentimenti erano tutti fondati.

Appena ne addento uno, il dramma.

Dramma misto a scandalo misto a indignazione misto a incazzatura.

Al posto dei maritozzi sono stati utilizzati... panini all'olio.

Nonostante mio padre asseriva il contrario ingurgitandosi disgustosamente il pseudomaritozzo alla panna, io continuavo a sostenere la tesi convinto, visto che come pane, mangio esclusivamente proprio il panino all'olio.

Una cosa davvero vomitevole.

Ho telefonato all'avvocato di famiglia chiedendogli se c'erano gli estremi per adire le vie legali.

Fabio

FOR EXAMPLE

scritto ma non pensato da Fabio M. il martedì, 03 febbraio 2009,03:40
Recentemente i miei genitori mi rimproverano la mia, secondo loro, eccessiva scurrilità.

In effetti una delle pochissime ragioni per cui volevo diventare grande era quella di dire le parolacce in totale libertà e ora che lo sono, mi vogliono privare di una delle rare gioie che dà la vecchiaia!?

In effetti è vero, negli ultimi tempi la mia attitudine al turpiloquio si è incrementata notevolmente, basta che mi sfugga qualcosa di mano, che prenda una folata di vento gelido, che non trovi l'accendino per sparare una raffica di sconcezze e oscenità di ogni tipo che si protraggono oltre i 60 secondi buoni, tutto rigorosamente a voce alta.

Le bestemmie ho imparato a camuffarle amabilmente sostituendo il moccolo con un più innocente e masochistico Porco Me!

I rimproveri riguardano il fatto che io, così facendo, darei a mio fratello un pessimo esempio, quando non capiscono che io lo sto solamente introducendo in società nel miglior modo possibile, ossia, facendogli apprendere ogni tipo di trivialità esistente al mondo il prima possibile.

Non vorrei che facesse la mia stessa fine che a 14 anni non sapevo la differenza tra sega, pippa e raspa (che sono la stessa cosa) e che il significato di pompino l'ho scoperto solo a 17 anni grazie a Tutto Su Mia Madre di Almodovar, visto al cinema di mattina grazie alla scuola oltretutto.

L'unica cosa davvero utile che la scuola mi abbia mai insegnato.

Se poi parliamo di esempi, non si può dire che mio padre lo sia stato per me.

A parte le imprecazioni da querela ogni volta che monta o aggiusta qualcosa dentro casa (tutti i giorni praticamente).

Ieri pomeriggio ho assistito mio malgrado (io ero sdraiato sul divano e i miei in camera da letto dove malgrado la porta chiusa si sentiva tutto) a un dialogo, o meglio monologo, riguardo una showgirl di cui per ovvie ragioni non vorrei fare il nome.

Vi dico le iniziali J. M., è straniera e conduce un programma di errori insieme a un buffo pupazzo rosso.

A mio padre è antipatica, non capisce quello che dice e gli dà fastidio che ride sempre.

Ed ecco il monologo:

- Ma come cazzo fa questa a lavorà in televisione!?!

(pausa)

- Questa stà in televisione grazie alla fica!

(pausa)

- E' solo grazie alla fica che questa qui lavora!

(pausa)

- A quanti avrà dato la fica, questa qua? (rivolto a mia madre che intelligentemente ha evitato di rispondere)

E se qualcuno non avesse capito il concetto è andato avanti col monologo per cinque minuti buoni.

Ecco.

Io non sono un tipo che dice parolacce.

Sono solo un allievo che ha superato il maestro.

Fabio

TWO THOUSAND AND NINE

scritto ma non pensato da Fabio M. il lunedì, 02 febbraio 2009,16:27
Stavo pensando a una cosa. (Ahia...)

E' che semplicemente sono quasi 5 anni che scrivo su un blog ma che per una ragione o un'altra non riesco mai a raggiungere una certa continuità nel prendermene cura.

Sarà che a volte non ho niente da dire, sarà che a volte sono impossibilitato a farlo, sarà che a volte manca la voglia, sarà che certe volte ho talmente tanto da dire che la cosa migliore è non dire niente (Che profondità...), bisogna ammettere che se sommiamo i periodi in cui sono stato costante, arrivo più o meno a 2 anni di post, dal 2004 (avete capito il ragionamento? Ecco, io no.).

Tutta questa menata inutile per introdurvi a un post puramente personale, niente notizie, niente satira, ora si parla di me.

Ecco, ora che lo sapete, potete benissimo andare su YouPorn.

Devo ammettere che ogni sacrosanto inizio d'anno riempo la mia testa di inutili propositi che verso la metà di febbraio se ne sono andati calorosamente a meretrici e inizia la mia lenta, stancante e altalenante galoppata che mi porta al 31 dicembre, praticamente a tocchi.

Ma quest'anno incredibilmente no.

Ho iniziato il 2009, ho vissuto il 1° gennaio 2009 come se fosse un Giovedì pomeriggio qualsiasi.

Sarà mancanza di scopi, obiettivi, a volte non la vedo come una cosa costruttiva, ma a volte sì.

La cosa buffa è che le prime ore del 2009 sono state la fotografia perfetta di ciò che è stata la mia vita, una sorta di depressione divertente, di scoramento spassoso, di avvilimento piacevole, di apatia allegra, di tristezza felice.

Vi spiego.

Appurato che, neanche amici e parenti si sforzano di leggere il mio blog, mi denudo completamente senza pudore, sperando che non vi spaventate per le mie dimensioni.

Dei parenti parlerò in futuro, anche perchè sono davvero smanioso per quella che è la mia unica vera ambizione: la mia prima denuncia per diffamazione.

Le mie disgrazie recenti, potete ripassarle qui.

Di conseguenza, un Capodanno, una settimana in mezzo alla neve con gli amici, direi che sia più che meritato.

Il mio amico E. con cui divido la stanza e un letto matrimoniale si è sorbito piano piano tutti i miei traumi e complessi che meticolosamente ho accumulato in questi anni, uno fra tutti: la paura del buio, che neanche io sapevo di avere.

Perchè per me, le fobie non sono altro che un catalogo di Media Shopping da sfogliare.

Che poi per la precisione, non è paura del buio, ma la chiamerei mancanza del puntino rosso del televisore che tanto mi mette sicurezza.

Non che vista così la cosa, io ne esca con rafforzata dignità, sia chiaro.

In una stanza totalmente buia, senza riferimenti, senza puntini rossi, io dormo col mio cellulare per accenderlo nel caso mi svegli in piena notta e avere la certezza che non sia diventato cieco.

Solo che in alcuni casi, in preda a nascenti crisi di ansia, io non riesca a trovare il mio cellulare, finchè dopo una lunga ricerca riesca finalmente a trovarlo, giacente in mezzo ai coglioni.

Non i miei.

Ma del mio amico E. che giustamente ha da ridire, sia sul perchè io lo stia toccando nel pieno della notte, sia su una mia malcelata, mai dichiarata omosessualità.

Accendo il cellulare, vedo la luce, torno a dormire tranquillo col mio amico E. decisamente perplesso sull'accaduto e decisamente infastidito dal mio russare impetuoso, conseguenza inevitabile della mia ritrovata tranquillità.

Spiegargli l'accaduto la mattina seguente non farebbe che accrescere la sua diffidenza nei miei confronti.

Ma corro il rischio, tanto ormai.

Ecco, se dormissi con una bella figa, non avrei questi problemi, il puntino rosso del mio Lcd o l'orario dello stereo possono benissimo essere sostituiti da due capezzoli, e non per forza luminosi.

Il fatto di aver ritrovato gli amici dopo tanto tempo porta a inevitabili arretrati di dimensioni immani in quanto a chiacchiere e confidenze.

Come quando insieme a E. abbiamo chiacchierato fino alle 6 del mattino.

Senza contare che E. doveva alzarsi qualche ora dopo, e io che me la sono goduta a letto fino a mezzogiorno.

Insomma, E. nei giorni trascorsi in stanza con me, avrà dormito si e no, tre quarti d'ora in una settimana.

Senza contare le mie paure e timori per quanto concerne camini, stufe, forni, e moke che non ne vogliono sapere di produrre caffè.

"Ma l'ho messa l'acqua?" Ma l'ho messo il caffè?" "Ma perchè non bevo tisane, porco...!"

Ma ora arrivo al clou.

UNO DEI TANTI PERCHE'

scritto ma non pensato da Fabio M. il lunedì, 02 febbraio 2009,03:40
Certe volte, sinceramente mi domando cosa sia di preciso la UAAR l'Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti (è un associazione? è un partito politico? è una Onlus? ma che cazzo me ne dovrebbe fregare a me?) e spesso mi domando quale sia la sua utilità.

Mi riferisco in particolare alla storia dei cosiddetti "bus atei" che tanto hanno fatto discutere.

La UAAR ha regolarmente acquistato degli spazi pubblicitari sui bus per diffondere il proprio messaggio, ma per motivi che possiamo facilmente intuire, questi manifesti non vedranno mai la luce.

Per la precisione, il tagline del manifesto era il seguente:

"La cattiva notizia è che Dio non esiste. La buona notizia è che non ne hai bisogno".

Ora.

Non nascondiamoci dietro a un dito e ammettiamo liberamente che spesso e volentieri dietro la diffusione di religioni o pseudotali, c'è un chiaro scopo di lucro, non voglio fare esempi per non fare incazzare nessuno.

Vabbè, faccio l'esempio.

So benissimo che quando un Testimone di Geova bussa alla mia porta non lo fa esclusivamente per predicare ma anche per una ragione di tornaconto, neanche così ben celata.

Ma gli atei?

Perchè dovrebbero fare lo stesso?

Quale interesse ci dovrebbe essere dietro al predicare l'ateismo?

Cosa viene loro in tasca?

Cosa mi dovrò aspettare d'ora in poi...

Un ateo che alle 7 di mattina di una domenica qualsiasi, suona a casa mia e mi scarica una trentina di secondi di bestemmie al citofono?

Oh, ma lo sapete che è una bellissima idea!

Sarebbe ottima per uno scherzo ma mi raccomando non fatelo o se proprio volete farlo, almeno chiamatemi prima così mi gusto la scena.

Ecco.

Come mandare a puttane un post apparentemente serio.

Fabio