LA CANZONE ITALIANA PIU' BRUTTA DI TUTTI I TEMPI #1 e #2

scritto ma non pensato da Fabio M. il mercoledì, 19 agosto 2009,04:02
Oggi decido di far partire un contest per trovare la canzone italiana più brutta di tutti i tempi.

Ovviamente la bruttezza deve essere calcolata in base al valore puramente estetico della canzone e non esclusivamente in base ai propri gusti musicali.

Inizio io postando due canzoni con i relativi video.

Il nome del protagonista è altisonante: Mauro Repetto.

Giunto al successo con gli 883 insieme a Max Pezzali, lasciò il gruppo e successivamente dopo varie peripezie rilasciò questo primo (e unico) lavoro da solista dal titolo "Zucchero Filato Nero".

I gruppi di ascolto riguardo questo album si sono letteralmente scatenati e nonostante siano passati ben 14 anni dalla pubblicazione, si tratta di un disco che fa ancora parlare di sè (i motivi li scoprirete da soli).

La prima canzone che ho scelto si intitola: "Ma mi caghi?".
Per quanto io la trovi un capolavoro assoluto di originalità e schizofrenia, è ovvio che dal punto di vista estetico, la canzone faccia veramente schifo.

La seconda canzone si intitola "Voglia di cosce e di sigarette" e fa schifo e basta.

Ecco i video, complimenti vivissimi se arriverete alla fine:




Per chi passa di qui: sono graditissimi tanti suggerimenti.

Ovviamente lasciate perdere Gigi D'Alessio, Gianni Celeste, Fragolone e figli belli: primo, non si tratta di musica, secondo, sono suggerimenti troppo scontati.

Decidiamola insieme, la canzone italiana più brutta di tutti i tempi (anche perchè mi sono stufato di vomitare sempre e solo io).

Fabio

LA STRONZAGGINE E' L'ANIMA DEL COMMERCIO

scritto ma non pensato da Fabio M. il martedì, 18 agosto 2009,05:34
E' doveroso ogni tanto trascorrere un sano pomeriggio col proprio genitore.

Ecco perchè, domenica 16 agosto, decido di andare a pescare con mio padre e mio fratello.

Trovare un laghetto sportivo aperto a cavallo di ferragosto è veramente difficile ma ne troviamo uno, peraltro già di nostra conoscenza.

Mio padre, che è un tizio a cui piace far polemica almeno ogni tre quarti d'ora (quand'è di buon umore) s'incazza quando viene a sapere che tre canne verranno a costare 30 euro (ricordo che stiamo parlando di pesca) con tesserino obbligatorio.

Polemiche su polemiche per oltre mezz'ora rendono l'atmosfera davvero tranquilla, serafica come un raptus pre-omicidio.

Mio padre ha da ridire sul prezzo delle canne, un tempo non così alto, ha da ridire sul tesserino, avendone il portafogli strapieno, ha da ridire sul laghetto a detta di mio padre privo di pesci.

Il direttore o presunto tale, ormai al limite della pazienza, consiglia allora a mio padre altri laghetti sportivi ove recarsi per pescare e soprattutto per non rompere i coglioni al prossimo ma quando mio padre sembra ormai rassegnato a sborsare i 30 euri e sottoscrivere i tesserini, ecco che il direttore si rifiuta di farci entrare.

Segue altra scarica di insulti per buoni dieci minuti, dal canto mio cerco di distendere l'atmosfera, rivolgendomi al direttore con queste parole: "A te, il sole d'agosto te fa male!" e rivolgendomi a mio padre con queste parole: "Ma che cazzo ce semo venuti a fà se sapevi che costava così tanto!".

Vabbè che mia nonna ci aveva augurato "Buona Pesca" (fortissima gufata per chi non lo sapesse), ma non solo non abbiamo preso pesci, ma nemmeno siamo riusciti a tirare fuori le canne (sto parlando sempre di pesca).

Vaghiamo per l'hinterland romano, seguendo le informazioni del direttore coglionazzo che ci ha gentilmente concesso le sue dritte e troviamo un laghetto sperduto perfino per i proprietari stessi.

Entriamo.
3 canne per 5 ore: 18 euro compresi i vermi.
Ottimo.

Mio padre è entusiasta. Quel coglionazzo ha rinunciato a 30 euro e mio padre ne ha risparmiati ben 12.

Non poteva andare meglio.

Se avessimo pescato, se non ci fosse stata una tribù di romeni e il loro stereo a palla che mischiava repertorio rumeno e napoletano a volume impazzito, sarebbe andata ancora meglio.

Mio padre mi fa: "Quasi quasi voglio tornare da quello stronzo e ringraziarlo dal suggerimento!".

Mio padre non deve mettermi in testa idee malate del genere, non deve.

Vado sul sito del laghetto del direttore stronzo, c'è un e-mail, lo ringrazio del suggerimento e visto che ci sono do un'occhiata al sito.

La solita pagina becera e ignorante con culi di donna a pubblicizzare la pesca sportiva.

Potrei partorire almeno mille doppi sensi.

Tra parentesi trovo anche questa pubblicità progresso:




Ecco qual'è il problema.

Se mettessero più trote nei laghetti, forse smetterei di drogarmi.

Fabio

UN POST VUOTO DI CONTENUTI

scritto ma non pensato da Fabio M. il lunedì, 17 agosto 2009,23:37
Non capisco tutto questo clamore.



La pubblicità della sitcom "Così fan tutte" che andrà in onda nel prossimo autunno termina con il seguente claim: "Alessia Marcuzzi, come non l'avete mai vista...", recitato rigorosamente con piglio da erotomane.

In uno spot si vede la Marcuzzi nuda (ma col perizoma coperto con gli effetti speciali) ridere e scherzare su un divano, in un altro la si vede mentre mostra l'intimo a un uomo nel tentativo di recuperare un oggetto e in un altro la si vede mentre si dimena in costume ai bordi di una piscina.

E allora?
Dov'è la sorpresa?

Ci fu un periodo (che io ricordo bene) che faticavo a riconoscere Alessia Marcuzzi quand'era vestita, e ora mi dovrei stupire praticamente del nulla?

Il periodo compreso dal '96 al 2000, Alessia Marcuzzi l'ha trascorso sempre e praticamente nuda sui giornali e io me lo ricordo bene, visto che in quel periodo ero in preda agli ormoni e quelle foto hanno contribuito alla formazione su di me di evidenti quanto antiestetiche occhiaie.

Una bella foto per ricordare i bei tempi che furono.




Ricordo che nascosi il numero di GQ in questione tra due volumi dell'enciclopedia.

Fabio

LA BATTUTA #7

scritto ma non pensato da Fabio M. il giovedì, 13 agosto 2009,21:13
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LA BATTUTA #6

scritto ma non pensato da Fabio M. il martedì, 11 agosto 2009,15:11
categoria:la battuta
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